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Riqualificazione facciata in via Andegari
Date 2024
Location Milano
Value € -
Client Private
Project 2024
Realization 2024
Category Residential
Riqualificazione facciata in via Andegari a Milano, patio interno e ingresso al piano terra, e spazi al primo piano compresi nuovi serramenti
L’intervento ha previsto un attento intervento di riqualificazione puntuale delle facciate e degli spazi interni al primo piano. Più precisamento ha riguardato la riqualificare dei parapetti dei balconi su via Andegari al primpo piano e nel secondo cortile interno, l’adeguamento dei parapetti delle finestre al primo e secondo piano nel patio interno e gli spazi di ingresso al piano terra e al primo piano compresa la sostituzione dei serramenti esistenti con nuovi serramenti, una nuova porta di accesso al piano terra, la riqualificazione parziale degli impianti elettrici e una nuova illuminazione degli stazi al primo piano nel rispetto del contesto esistente con la realizzazione di nuvi copri fancoli in sintonia con l’arredo d’epoca esistente.
Ristrutturazione Roggia Bartolomea
Date 2023
Location Assago (MI)
Value € 24.000,00
Client Private
Project 2023
Realization 2023
Category Refurbishment
Ristrutturazione Roggia Bartolomea Assago (MI)
Il progetto ha riguardato la ristrutturazione puntuale della zona giorno per ricavare una cocuna a isola, e la riqualificazione di due bagni con la posa di nuovi rivestimenti a parete e nuovi sanitari completi di rubinetterie. Anche le pareti della sala e del soggiorno sono state ricqualificate con l’inserimento di un rivestimento in carta da parati.
Realizzazione scala Basiglio
Date 2021
Location San Basiglio (MI)
Value -
Client Private
Project 2021
Realization 2021
Category Refurbishment
Realizzazione scala Basiglio
Il progetto riguarda il completamento della realizzazione di una scala interna ad un appartamento per il collegamento di due livelli. Si è mantenuto il più possibile di quanto già presente provvedendo a “rivestire” e completare la scala stessa in gres porcellanato ed acciaio verniciato nel rispetto del contesto esistente.
Ristrutturazione appartamento Corso Lodi a Milano
Date 2019
Location Milano
Value € 50.000,00
Client Private
Project 2019
Realization 2019-2020
Category Refurbishment
Ristrutturazione appartamento Corso Lodi a Milano
Il progetto riguarda la ristrutturazione di un appartamento mantenendo i pavimenti della zona giorno e del corridoio in marmo policromo. L’appartamento è costituito da: soggiorno, cucina, tre camere, due bagni (di cui uno nuovo), ed un nuovo locale adibito a lavaderia.
I pilastri dell’edificio sono stati portati al vivo della struttura, ripuliti, trattati e lasciati grezzi a sottolinearne la presenza. Sono inoltre stati rifatti tutti gli impianti elettrici ed idrici ed è stata realizzata l’aria condizionata a split in tutti i locali.
Culturale della città di Marcallo con Casone (MI)
Ripristino strutturale ed architettonico, adeguamento funzionale ed impiantistico dell’ex-chiesa di San Marco nel rispetto delle caratteristiche plani-volumetriche complessive e compositive dei prospetti, dell’impianto tipologico, dei materiali e delle tecniche costruttive originarie.
Il Centro Culturale della città di Marcallo sarà realizzato attraverso il recupero dell’ex-chiesa di San Marco e la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica, in gran parte vetrato. L’intero intervento è caratterizzato dall’utilizzo delle più moderne tecnologie di costruzione a “secco” e da spiccate qualità di risparmio energetico. L’ex-chiesa di San Marco, di cui non restano che pochi ruderi, sarà restaurata per le parti ancora esistenti, mentre il resto dell’antica volumetria, oramai scomparsa, sarà ricostituito con l’uso di nuovi materiali. Le sue strutture ed il mezzanino che compone la galleria della nuova sala musicale, saranno in carpenteria metallica, le vetrate saranno “bioclimatiche” (vetrate bassoemissive tipo “Glaverbel planibel top N”). Il nuovo volume è costituito da un corpo a forma di “L” a “ponte” grazie all’utilizzo di grandi travi reticolari, che permettono la completa fruibilità della piazza sottostante. L’ingresso principale al complesso è caratterizzato da uno spazio a doppia altezza su cui gravita una passerella in ferro, legno e vetro. Esso ospiterà uno spazio espositivo a piano terra ed una biblioteca al primo piano, e sarà interamente vetrato (si prevede di utilizzare cristalli tipo “Okatech”), ad esclusione delle parti dell’edificio con funzione di uffici, locali tecnici o di servizio, le cui pareti perimetrali saranno costituite da un sandwich in lastre di cartongesso (interno) ed in lastre di fibrocemento rinforzato tipo “Aquapanel” (esterno). Si tratta della stessa tecnologia a “secco” utilizzata per ricostituire il volume dell’ex-chiesa. Una copertura a “verde” su cui saranno posizionati anche dei pannelli solari, completa l’isolamento termico della biblioteca e permetterà il recupero dell’acqua piovana che confluirà in una vasca-fontana. L’intero edificio sarà dunque in classe “0”.
Rifugio Graffer
Date 2024
Location Grostè (TN)
Value € 2.000.000,00
Client Private
Project 2024
Realization -
Category Competitions
Riqualificazione del rifugio Graffer
L’idea
I tre nuovi volumi, che costituiscono l’ampliamento, sono ben visibili ed abbracciano il nuovo corpo scale, anch’esso facilmente riconoscibile in quanto spicca rispetto agli altri corpi di fabbrica culminando in un “belvedere” interamente vetrato.
I nuovi edifici caratterizzano l’ampliamento in maniera sobria, efficiente ed economica attraverso, l’uso di una lamiera che li riveste interamente.
Il corpo di fabbrica contenente la cucina è rivolto a nord-est, quello della nuova sala da pranzo ha una vista panoramica a sud-ovest e quello per la preparazione pasti self-service è incuneato tra gli altri due e guarda a sud-est.
Le finestre della nuova architettura, di forma, dimensione e posizionamento diverso, fungono da “cono ottico” sul paesaggio circostante.
La nuova scala è ben visibile attraverso la vetrata a tutta altezza che ne contraddistingue il vano a sud-ovest.
Uno spazio vendita esterno rivolto verso le vallate di sud-ovest consente agli avventori di consumare un rapido pasto.
L’adeguamento dell’edificio esistente prevede sostanzialmente la razionalizzazione e l’ampliamento dei bagni presenti, parte dei quali accessibili direttamente dall’esterno, l’ampliamento e la riconfigurazione dei depositi e dei magazzini e la creazione del bivacco invernale nell’angolo nord-ovest.
Il progetto
La nuova ala prende corpo a sud-est in aderenza all’attuale rifugio, sviluppandosi attorno al volume della nuova scala principale panoramica, che connette, a tutti i piani, gli spazi esistenti con i nuovi, trovandosi in posizione baricentrica, permettendo così un rapido collegamento di tutti gli ambienti, diventando al contempo elemento distintivo e punto di riferimento per chi arriva al rifugio.
I tre nuovi corpi contengono rispettivamente: la cucina, il self-service e la sala da pranzo al piano rialzato; mentre al piano terra trovano posto: lo spazio vendita esterno ed i servizi annessi: depositi, celle frigorifere, mensa del personale, servizi igienici e spogliatoi del personale, ecc...
I nuovi volumi, dalle linee essenziali e contemporanee, rivestiti in doghe verticali di lamiera, sono facilmente riconoscibili da chi raggiunge il rifugio in quanto di colore azzurro, tranne l’area self-service di colore bianco, a simboleggiare le persiane (azzurre e bianche) che caratterizzano i rifugi S.A.T.
Il vano della nuova scala principale è rivestito da lamiera di colore azzurro ed è coronato da un “belvedere” in lamiera, (dello stesso colore grigio del tetto esistente), e da vetrate sui quattro lati. Questo volume ricorda una “torre di avvistamento”, e diventa un “punto cospicuo” per chi, arrivando da lontano, identifica in questo modo più facilmente il rifugio, grazie anche alla luce che emanano le sue ampie vetrate all’imbrunire. Il “belvedere” funge da punto privilegiato con vista a 360° sulle montagne circostanti per chi si trova al suo interno grazie alla sua posizione elevata rispetto agli altri volumi.
La cucina è collegata visivamente alla sala da pranzo esistente attraverso una vetrata che ne mostra il funzionamento durante la preparazione dei pasti caldi che vengono confezionati al suo interno. Altre finestre, poste lungo il suo perimetro, oltre a dare luce naturale a questo spazio di lavoro, regalano una vista suggestiva sulle vette circostanti ai suoi addetti.
Il volume che identifica l’area self-service di distribuzione pasti, prospicente la cucina, risulta essere in posizione centrale rispetto alla sala da pranzo esistente ed alla nuova, fungendo da “connettore” tra le due sale. La nuova sala da pranzo rivolta a sud-ovest è caratterizzata da un grande locale rettangolare, con sedie, panche e tavoli in legno con piano in gres effetto beola, posti lungo il suo perimetro, creando così un’asse prospettico culminante in un’ampia vetrata che funge da “cono ottico” e incornicia la vista sul paesaggio circostante. Le “finestre a nastro”, presenti lungo il perimetro di questo locale, consentono la vista sia nord-ovest che sud-est anche da seduti.
La nuova architettura e il paesaggio
L’ampliamento è costituito da tre volumi compatti, che guardano in tutte le direzioni, caratterizzati dalla copertura a doppia falda tipica dei rifugi S.A.T, di diversa altezza, riconoscibile anche all’interno, dando così dinamicità all’architettura. I nuovi corpi di fabbrica si sviluppano attorno al nuovo corpo scala in cemento armato, baricentrico rispetto all’edificio esistente ed all’ampliamento, che termina con un “belvedere” vetrato che ricorda le teleferiche.
La lamiera colore azzurro e bianco contraddistingue il nuovo “look” dell’ampliamento, e rimanda alle persiane che si possono considerare il “brand” dei rifugi S.A.T. rivestendo interamente le nuove superfici, tetto compreso.
Le nervature della lamiera, che rivestono le pareti perimetrali, corrono in senso verticale per slanciarne l’architettura ed in particolare la “torre-faro”, oltre a garantire la micro-ventilazione della facciata.
Le finestre, piccole a nord-est, s’ingrandiscono a nord-ovest ed a sud-est per ampliarsi verso sud-ovest, culminando nella grande vetrata del vano scale che diventa la “cerniera scenografica” del complesso, la cui illuminazione notturna la mette in evidenza per chi giunge al rifugio dall’imbrunire.
Il “belvedere” interamente vetrato, posto a coronamento del volume della scala principale, è il confortevole luogo di contemplazione delle montagne nel silenzio della natura circostante fino a sera, momento in cui si trasforma in “faro” luminoso.
La nuova scala
La nuova scala, contenuta all’interno di un manufatto in cemento armato a vista (rivestito in lamiera azzurra all’esterno), è il nodo di connessione tra vecchio e nuovo rifugio ed è coronata da un piccolo “belvedere” con struttura in travi di ferro che formano una sorta di “trave reticolare” che ricorda la sagoma degli abeti, avvolta da grandi vetrate con vista mozzafiato sulle alpi del Brenta. Una serie di faretti ad incasso nel soffitto ligneo ne consentono la vista di notte. I pianerottoli di ogni piano hanno una resistente superficie in battuto di cemento, mentre le rampe sono in ferro naturale così come i corrimani caratterizzati da una serie di “bacchette verticali” fissate ai gradini, che ricordano le racchette da sci, sulle quali è fissata una maglia metallica simile alle reti anticaduta massi presenti in montagna. Questa “permeabilità” del parapetto consente di godere della vista a perdifiato sulle vallate attraverso l’ampia vetrata rivolta a sud-ovest.
Soluzioni tecnologiche e costruttive durevoli e sostenibili dal punto di vista ambientale
Le opere strutturali necessarie per il progetto di ampliamento prevedono la realizzazione di:
fondazioni per i nuovi volumi; eventuali consolidamenti dei volumi interrati in quanto parte del nuovo fabbricato si imposterà sopra di questi; strutture portanti in elevazione dei nuovi volumi.
Le fondazioni saranno di tipo diretto, impostate sullo strato roccioso. Si ipotizza una fondazione a platea o a travi rovesce.
I nuovi volumi saranno realizzati in legno, con la tipologia “Platform Frame”.
Platea e struttura in legno verranno assicurate tramite opportune barre filettate in acciaio o tasselli a pressione.
Nel caso delle porzioni di volume facenti parte del progetto di ampliamento che andranno sopra al piano interrato e alla cisterna esistenti, andranno verificate le interferenze geometriche e l’incremento dei carichi per assicurarsi che le strutture attuali siano idonee ai nuovi carichi. In seguito all’esito delle verifiche si valuteranno eventuali consolidamenti.
L’intero ampliamento dovrà essere strutturalmente indipendente dall’esistente, per non andare a sottoporre l’attuale fabbricato del rifugio a sollecitazioni per cui non è stato progettato.
Per questo si realizzeranno giunti strutturali nei punti di contatto che permetteranno il totale distacco delle due strutture.
Tutta la struttura in elevazione, così come i solai, saranno realizzati in legno con il sistema costruttivo “Platform Frame”.
Il sistema “Platform Frame” prevede pareti costituite da un’ossatura portante in legno con montanti verticali e telai ed un rivestimento ligneo, che collega i montanti ai telai. I montanti possono essere molto snelli e su questi vengono disposte le giunzioni dei pannelli. L’interasse è molto ridotto.
Questa tecnologia verrà usata anche per realizzare le falde inclinate di copertura.
Piazza Matteotti
Date 2023
Location Lodi (LO)
Value € 4.000.000,00
Client Private
Project 2023
Realization -
Category Competitions
Riqualificazione di Piazza Matteotti e delle aree contermini
Il progetto prevede la riqualificazione di Piazza Matteotti ed aree limitrofe, concependo l’attuale costruzione del parcheggio (in parte interrato e in parte fuori terra) di cui fanno parte, non più come una barriera visiva od un ostacolo ad un agevole flusso delle persone, ma come un elemento architettonico che diventa il collante tra la “città vecchia” ad est e la “città nuova” ad ovest.
Il progetto risolve sia i salti di quota tra Piazza Matteotti e Viale Dalmazia sia quelli tra la piazza e il Parco dell’isola Carolina.
Un sistema di spazi interconnessi lungo l’asse est-ovest, da nord a sud, suddivide idealmente Piazza Matteotti in “aree funzionali”.
Nuovi rivestimenti delle superfici orizzontali e verticali valorizzano il tutto.
Piazza Matteotti sarà caratterizzata da nuovi volumi: “botteghe artigianali”, protette da una tettoia su “pilotis” coperta da pannelli fotovoltaici a sud, in corrispondenza dell’attuale zona lastricata della piazza rivolta verso il castello; una “serra bioclimatica” multifunzionale al centro, in corrispondenza dell’attuale porzione sopraelevata ed un’associazione sportiva più a nord, dove ora si trova la copertura a verde di alcuni locali tecnici del parcheggio.
La piazza non è più soltanto “uno spazio di attraversamento”, ma si trasforma in un “luogo per restare”.
Piazza Matteotti diventa un luogo “vivo” a tutte le ore, di giorno come di sera, grazie alle varie attività che la animano ed al ripensamento degli spazi che la compongono.
Sono stati ripensati i flussi ed i percorsi pedonali e ciclopedonali ed ottimizzati i collegamenti con il Parco dell’Isola Carolina dalla piazza, dal parcheggio e dal fossato ai piedi del castello, attraverso la creazione di scalinate, rampe e passerelle panoramiche.
La realizzazione di ampie zone a verde e l’uso dell’acqua, che contraddistinguono il paesaggio lodigiano, trasformano radicalmente la piazza contribuendo all’attenuazione della temperatura di picco ed al miglioramento della qualità dell’aria ed al contenimento del consumo di energia ed acqua.
Biblioteca Lorenteggio
Il progetto è caratterizzato da una forte integrazione della Biblioteca con il Parco ed il sistema di percorsi ciclopedonali con l’obbiettivo di creare coesione sociale. La Biblioteca si pone come “libro aperto” sulla città, un edificio poroso, una connessione ciclopedonale in direzione nord-sud attraversa il parco e la stessa biblioteca. Due volumi completamente vetrati, con valori di trasmittanza prossimi a quelli di pareti opache, definiscono il piano terra. Due scale panoramiche consentono l’ascesa al più articolato secondo livello, un volume rivestito da una lamiera stirata colore ottone, che riflette la luce solare, caratterizzato da pieni e vuoti che suddividono il grande open-space. I principali materiali utilizzati sono: legno, calcestruzzo, acciaio e vetro; lo strumento operativo utilizzato è il Life Cycle Thinking “LCA”. Per l’eliminazione completa di gas radon si adottano sistemi passivi. Il progetto prevede di collegare il “quartiere Lorenteggio” alla nuova biblioteca attraverso la ridefinizione dell’asse di Via Odazio rimodulandone il calibro stradale (pur mantenendo il doppio senso di marcia) a favore di una maggiore “pedonalizzazione” di cui beneficia il mercato settimanale, qui collocato, facilitando il rapporto con via degli Apuli (unico asse viario di penetrazione nel quartiere IFACP). La caffetteria, la zona d’ingresso ed accoglienza e l’”area forum” in genere sono catalizzate da una grande “piastra” che costituisce la piazza urbana che le mette in relazione con il mercato comunale e con la nuova sede di Associazioni. All’interno della “piastra” sono ricavate delle “isole verdi” che perimetrano e raggruppano gli alberi esistenti e nuovi, più ampie e compatte a sud, mentre in prossimità della biblioteca lasciano spazio alla piazza. Gli alberi esistenti, posti in corrispondenza della biblioteca, la attraversano dando luogo a patii e cavedi in quota che disegnano la copertura piana caratterizzata da lucernai e pannelli fotovoltaici piani. Il parcheggio del mercato comunale ad est è stato spostato lungo la via Odazio, al suo posto una pensilina “ciclopedonale” crea un percorso “dolce” da via Lorenteggio alla nuova biblioteca. Il nuovo edificio si compone di due livelli. Il piano terra è costituito da due volumi (di circa 6 metri di altezza) interamente vetrati e “permeabili” con spazi a doppia altezza. Il primo piano, costituito da un unico più ampio e compatto volume (meno del 35% delle facciate sono costituite da finestre) dalla forma irregolare (di circa 4 metri di altezza) che collega il piano terra. Alcuni lucernai disegnano la copertura piana. Nonostante la biblioteca sia “immersa nel verde”, l’ampia superficie a sbalzo del primo piano le da una grande visibilità anche da lontano e da luogo ad una “piazza coperta”. La struttura portante è costituita da elementi in c.a. gettato in opera. I due impalcati sono in soletta piena, le strutture in elevazione sono costituite da pilotis (che ricordano gli alberi) e setti come irrigidimento orizzontale. Prioritario è il requisito di non utilizzare energia, si punta all’efficienza energetica NZEB. l’involucro dell’edificio è inteso quale sistema principale per la produzione ed il mantenimento dell’energia. Gli impianti, tecnologicamente avanzati, sfruttano le fonti rinnovabili. Il sistema di tamponamento esterno è costituito da blocchi di cemento autoclavato, abbinato ad isolanti fibrosi in lana di legno nella controparete interna, finita con doppia lastra di cartongesso. Una serie di altri componenti, come i solai totalmente in calcestruzzo e le pareti interne a secco (cartongesso), permettono di gestire i carichi di punta, sia degli apporti calorici dovuti alla presenza di persone che quelli solari, per cui l’edificio diventa una grande spugna che assorbe calore di giorno mentre la notte viene rilasciato all’interno degli ambienti. Un sistema elettronico gestisce le temperature interne ed esterne con differenziale di pressione, che consente l’apertura automatica delle finestre generando ventilazione naturale per effetto camino. Altro accorgimento utilizzato è l’attivazione termica della massa (thermal slab) che sfrutta la capacità di accumulo termico del solaio in calcestruzzo e della platea di fondazione. Le tubazioni sono annegate nei solai che contribuiscono alla climatizzazione, asportando calore per raffrescare o cedendo energia termica per riscaldare. Per i fabbisogni di energia primaria si è verificato, con un programma di simulazione dinamica, il comportamento dell’edificio nelle 4 stagioni; per le grandi vetrate del piano terra, sarà predominante l’utilizzo di vetrate con basso fattore solare in modo da ottimizzare al massimo gli apporti solari durante il periodo invernale, mentre per il periodo estivo le vetrate, che sono dotate di “pinne” verticali fisse insieme agli gli aggetti garantiscono l’ombreggiamento. L’impianto di climatizzazione con aria primaria è suddiviso per ambienti ed è modulabile in funzione del fabbisogno richiesto.