Super User
Concorso di idee “La nuova biblioteca al centro della città”.
Concorso di idee “La nuova biblioteca al centro della città”.
Principio insediativo
L’obbiettivo primario del progetto per la realizzazione della nuova biblioteca è stato quello di ridurne al minimo l’impatto nel tessuto urbano, trattandosi di un contesto già fortemente connotato e denso; perciò si sono ripettati vincoli volumetrici e le altezze esitenti nel centro storico. Considerati questi vincoli si è scelto di mantenere sia l’impianto tipologico che le sagome delle volumetrie esistenti.
Il legame della nuova biblioteca con il centro storico, caratterizzato dalla presenza di corti, è rafforzato una nuova corte ipogea, arricchita da vegetazione al suo interno; su di essa prospettano alcune delle sale della biblioteca.
La vecchia “corte Marianna” è valorizzata dalla presenza di un giardino, alla quota stradale sull’area privata ad uso pubblico, accessibile sia da via Agnese Pasta che da via San Martino.
La nuova area verde è qualificata dalla realizzazione di una collinetta che permette di piantumare alberi di medie dimensioni, pur in presenza di piani sotterranei.
Il progetto risulta capace di intergrarsi nel contesto, mantenendo la tipologia edilizia esistente, con la sola aggiunta della corte ipogea.
Il nuovo corpo edilizio lungo via Pasta, pur nella sua discrezione volumetrica (si mantiene quella del vecchio edificio), si pone quale elemento fortemente identitario. Le facciate (su via Pasta, verso la chiesa di S. Andrea e all’interno della corte esitente) sono caratterizzate da una “seconda pelle” in lamelle frangisole di cotto “tecnologico” che richiama, per la sua orditura, la sequenza di posa dei mattoni del vecchio edificio.
La nuova facciata, così descritta, ha una doppia valenza: estetica per la reinterpretazione della facciata del vecchio edificio; funzionale per la schermatura solare contro l’irragiamento estivo. In tal modo l’edificio viene isolato dal caldo nel periodo estivo, contribuendo alla riduzione dei consumi energetici altrimenti necessari per il raffescamento.
Questa scelta consente di lavorare con materiali tradizionali, il legno e il cotto, da sempre utilizzati nella architettura locale, ora reinterpretati in chiave tecnologica, dando inoltre spazio al verde.
Accessibilità, parcheggi e spazi aperti
Gli accessi esterni al complesso bibliotecario corrispondono a quelli suggeriti nel bando; lungo via Pasta è previsto un’accesso carrabile, per il carico e scarico merci all’interno della “corte Marianna” e per uso pedonale. Da via San Martino è previsto un accesso solo pedonale. I due accessi contrapposti sono collegati tra loro da un percorso pedonale che attraversa da un lato la corte esistente e dall’altro il nuovo giardino (ad uso pubblico su area privata), creando un collegamento nord-sud tra via San Martino e via Pasta. L’accesso ai locali della biblioteca avviene attraverso un ingresso posto all’interno della vecchia corte in posizione baricentrica rispetto al complesso degli edifici sede della nuova biblioteca.
Obbiettivi progettuali
Il progetto, relativo l’edificio, identificabile come ex- stalla, prevede la totale demolizione della muratura compresa tra i pilastri in mattoni, sul lato verso la corte interna, e il mantenimento della copertura con la relativa struttura portante in legno; questa viene coibentata, ai fini dell’isolamento termico dell’edificio, per ridurre la disperisione ed il consumo di energia (per il riscaldamento invernale e per il raffrescamento estivo). Si è scelto di non costruire un piano interrato per evitare interventi costosi di rinforzo statico delle strutture esistenti in mattoni; tuttavia viene introdotta l’opzione di collocare un piano interrato aggiuntivo nel caso si voglia disporre di ulteriori spazi destinati a funzioni culturali e sociali (sale incontri per associazioni e sala conferenze). Con questa opzione è previsto di portare alla quota del piano interrato anche la serra, che per ora è al livello stradale.
La struttura spaziale interna si presenta variegata ed articolata anche in altezza. Si parte dal livello stradale per portarsi alla quota del primo piano, in corrispondenza della ex-stalla. I vari livelli ospitano le sale per il pubblico adibite alla lettura e qualificate dal punto di vista spaziale, visivo e del comfort climatico, dalla presenza di una serra. Nell’area che affaccia sulla corte ipogea si arriva a raggiungere il secondo piano interrato costituito da sale vetrate. La presenza nella corte di alberi caducifogli in estate contribuisce all’ombreggiamento (insieme a tende a rullo elettriche) e in inverno lascia invece passare la luce.
Caratteri architettonici
Il portale del passo carraio di via Pasta è costituito dagli elementi della cornice del vecchio portone ricomposti a formare un nuovo accesso che rispetti le proporzioni indicate dal vigente Regolamento Edilizio della città.
Tutte le sale e gli ambienti per il pubblico sono caratterizzati da grande flessibilità spaziale e possono integrarsi fra loro o rimanere nettamente separati a seconda delle esigenze. Gli uffici sono collocati, nell’ala lungo via Pasta, con un doppio affaccio. I magazzini, su due livelli interrati sono visibile dalla corte ipogea grazie alle vetrate.
Caratteri tecnologico-costruttivi
La costruzione è improntata ad un doppio criterio: economicità e risparmio energetico.
La tecnica costruttiva utilizzata, sia per il recupero della ex-stalla che per la costruzione del nuovo edificio lungo via Pasta, è realizzata a secco, secondo la logica del sistema S/R (Struttura e Rivestimento), consentendo, in fase di cantiere, un grande risparmio di tempo a vantaggio dei costi di costruzione.
La tecnica S/R consente di dismettere facilmente e rapidamente i materiali usati per la costruzione.
Le pareti della ex-stalla, che sono state recuperate, sono isolate dall’interno con sughero e rivestite in lastre di gesso accoppiate.
Le pareti del nuovo edifico lungo via Pasta sono di tipo stratificato a secco con un consistente spessore di isolante; completate all’esterno da una parete ventilata in lamelle frangisole di “cotto-tecnologico”. L’uso della tecnica di stratificazione dei materiali migliora considerevolmente la protezione dal fuoco e le prestazioni fonoisolanti.
I tetti, sia della ex stalla recuperata che del nuovo edificio lungo via Pasta, sono ventilati ed iperisolati termicamente, soprattutto per difendersi dal calore estivo.
Altro aspetto importante è la tecnica costruttiva del solaio realizzata in pannelli radianti coibentati autoportanti. Il vantaggio di questo sistema si traduce in: miglioramento del microclima interno, isolamento termico e risparmio energetico, protezione acustica.
Tutte le parti vetrate sono a triplo vetro e doppia camera (K = 0,8 W/m2 K).
Le sale vetrate, in particolare quelle della corte ipogea, possono sfruttare, come piccole serre, con vetri a basso coefficiente emissivo, la luce naturale, riducendo i costi di riscaldamento e di illuminazione, soprattutto nei mesi invernali. Particolare attenzione è rivolta all’orientamento ed al controllo del sole con sistemi frangisole che nel caso dell’edificio su via Agnese Pasta proseguono fino in copertura, permettendo la circolazione dell’aria. Il corpo edilizio ricostruito su via Pasta per la falda di copertura esposta a sud è attrezzato con pannelli solari ad accumulo termico per l’acqua calda e fotovoltaici per la produzione di l’energia elettrica; essi sono disposti in modo da creare una composizione a scacchiera quasi casuale.
Un’architettura che risparmia energia
Il nord Italia, nello specifico la Pianura Padana, presenta caratteri climatici complessi in quanto, oltre ad inverni relativamente rigidi, ha estati molto calde e non presenta le brezze mitiganti. Tutto questo fa sì che i classici edifici ad alto guadagno termico invernale (tipicamente esposti a sud) possano comportare evidenti problemi di surriscaldamento estivo.
Proprio per evitare forti riscaldamenti in particolare per gli spazi ubicati a sud, è stato fondamentale calibrare correttamente il rapporto tra superficie vetrata e massa termica.
Mentre per l’edificio nuovo lungo via Pasta il progetto garantisce il raggiungimento dei requisiti energetici in “Classe A”; per l’edificio della ex-stalla questi potranno essere raggiunti solo a seguito di verifiche in fase esecutiva e di cantiere.
Poiché la compattezza di un edificio è un’indicatore significativo del comportamento energetico, data la tipologia esistente dei corpi edilizi che costituiscono il complesso della biblioteca, non particolarmente compatti, si è optato per l’introduzione di spazi ipogei, contribuendo così al buon isolamento dell’edificio, evitando dispersioni di calore nei periodi invernali. Il progetto di demolizione e ricostruzione del corpo edilizio su via Pasta assume il tema del controllo energetico come uno degli elementi portanti della tematica di risparmio energetico. La forma edilizia con superfici a sud, per captare energia solare lungo via Pasta, risulta adeguatamente compatta, pur rifacendosi alla tipologia del vecchio edificio in quanto, pur avento una pianta a “L”, risulta di due soli livelli fuori terra.
Il complesso della nuova biblioteca è un edificio ad uso continuativo prevalentemente diurno. L’impianto del progetto supera la tradizionale impostazione bioclimantica che prevede grandi pareti captanti (vetrate, serre, ecc.) a sud e la massima protezione alle dispersioni negli altri orientamenti, a favore di una maggior attenzione all’illuminazione naturale (corte ipogea e facciata ovest edificio ex-stalla) ed alla ventilazione naturale controllata.
Come è noto i costi energetici per la climatizzazione degli ambienti ad uso non residenziale, sono principalmente legati al condizionamento dell’aria (climatizzazione estiva) e all’illuminazione degli ambienti, mentre il riscaldamento ambientale è normalmente una voce secondaria.
Durante la stagione calda, con il sole alto all’orizzonte l’ombra riportata evita l’entrata diretta dei raggi solari negli ambienti; in inverno il sole basso all’orizzonte si inserisce liberamete portando calore all’interno degli ambienti. L’iperisolamento in particolare sul lato sud del nuovo edificio di via Pasta, ma anche lungo il muro esistente della ex-stalla sul lato est minimizza il fabbisogno energetico per il raffrescamento in estate e permette di ridurre i consumi energetici per il riscaldamento invernale che avviene con un sistema a pompe di calore di tipo avanzato.
Il riscaldamento invernale è ottenuto con l’utilizzo di un sistema a bassa temperatura con pannelli radianti integrati nei pavimenti.
Con l’utilizzo delle grandi vetrate sulla ex-stalla e negli spazi della corte ipogea si mira a ridurre considerevolemente il consumo di energia elettrica per l’illuminazione anche in inverno nella parte centrale della giornata. L’impianto elettrico è parcellizzato in modo da poter scegliere l’accensione di tutti o di parte degli apparecchi illuminanti. Negli spazi di servizio (corridoi, scale e magazzini) i comandi della luce sono temporizzati.
Con i pannelli solari termici si soddisfa il 100% del fabbisogno di acqua calda sanitaria e di buona parte di acqua da riscaldamento.
Il recupero delle acque piovane avviene in prima battuta per mezzo della vasca d’acqua che corre lungo la facciata ovest che prospetta sulla corte interna ed in estate contribuisce al raffrescamento estivo della vetrata della serra nella ex-stalla. Vasche di accumulo di acqua sono alloggiate nell’intercapedine sottotetto dell’edificio nuovo lungo via Pasta. L’acqua piovana raccolta dalla gronda viene così direttamente immessa nelle vasche di raccolta opportunamente filtrata delle impurità esterne.
Come documentato dal goniometro solare su cui sono rappresentate le maschere di ombreggiamento relative ai due fronti principali del complesso bibliotecario (quello sud e quello ovest); si nota come la facciata sud il 17 di luglio inizia a prendere sole dalle 7.30 di mattina fino alle 12.45 ma è protetta in corrispondenza delle finestre dalle schermature orizzontali costituite da lamelle di “cotto tecnologico”. La facciata ad ovest invece cerca di recuperare il massimo calore dai raggi solari in inverno; per questo ha una schermatura solare orizzontale di lamelle in “cotto tecnologico” ridotta che permette ai raggi solari invernali di poter guadagnare più calore possibile in modo da ridurre i consumi per il riscaldamento. Il 17 gennaio la facciata sud riceve sole dalle 8.00 di mattina fino a circa le 16.00 del pomeriggio.
L’archivio storico esposto a sud in estate viene sia schermato grazie all’ausilio di tende elettriche a rullo, sia per la presenza di alberi caducifogli che in inverno permettono di lasciar passare i raggi solari che riscaldano così la facciata e gli ambienti interni.
L’edificio, essendo per buona parte interrato, risulta ben isolato e questo evita dispersioni termiche e riduce così i consumi di energia.
“La piazza della cultura” ad Arluno (MI)
L’impianto generale
Peculiarità di questo progetto è la creazione di una nuova urbanità fatta di piazze, edifici e spazi a verde.
La struttura dell’isolato è costituita da una piazza centrale collegata a tre piazze secondarie ad est, a sud ed ad ovest; le tre piazze, posizionate attorno a quella principale, sono collegate ad essa tramite passaggi pedonali lastricati.
Il nuovo edificio, destinato a teatro e centro culturale polifunzionale, è stato collocato nell’area libera a nord (nella porzione est dell’attuale giardino dell’asilo di via Villoresi) ed ha una tipologia a “blocco compatto” simile a quella dei due edifici esitenti (palazzo Comunale e palazzina dei Vigili). In questo modo ciascuno degli edifici del progetto mantiene una propria forte identità.
I tre edifici (teatro, municipio e palazzina dei vigili) sorgono sulle tre piazze sottolineandone la loro funzione.
Ciascuno di questi nuovi “contenitori” ha un linguaggio architettonico proprio in relazione alla funzione che deve assolvere.
I tre nuovi volumi vengono ad avere due fronti altrettanto importanti: quello comune aperto sulla piazza interna, quello esterno rivolto verso la città mediante le rispettive piazze.
La piazza centrale
La filosofia del progetto mira a creare un insieme unitario dove i tre volumi, dalle forme semplici e ben definite, si rapportano tra loro attraverso una nuova piazza, “piazza della cultura”, che assume il ruolo di baricentro, mettendo in relazione tra loro le più importanti strutture pubbliche della città. La piazza, di forma rettangolare, è il “punto gravitazionale” di tutto l’intervento; essa è caratterizzata da pavimentazione lignea e da un’illuminazione a pavimento con led disposti a scacchiera, in tal modo ne viene sottolineato l’aspetto scenografico soprattutto nelle ore notturne.
La piazza appare come una “piastra polifunzionale” dove organizzare eventi e manifestazioni cittadine.
Il bordo nord, unico a non essere interessato dalla presenza di edifici e confinante con il muro di cinta della scuola materna, è stato risolto con una lunga panchina in pietra (dalla doppia seduta), che da un lato svolge la funzione di nascondere le griglie di ventilazione naturale del parcheggio (posto sotto la piazza), dall’altro rappresenta un elemento di arredo dalla geometria rigorosa ed essenziale.
Una serie di pali della luce completa il lato nord della piazza ed integra la luce puntuale a pavimento.
Il lato est della nuova piazza è segnato da una fontana “minimale”, costituita da soffioni a pavimento che, di volta in volta, sparano getti d’acqua verticali, a pressione, ad intervalli regolari, secondo delle logiche scenografiche programmabili. Questa fontana vuole anche evocare il ricordo dell’antico pozzo presente nell’area.
Il parcheggio
Al di sotto della piazza “polifunzionale” è collocato un parcheggio per 70 posti, disposto su un unico livello. Esso collega tutti gli edifici interessati dal progetto. Una scala, dalle pareti vetrate e ben illuminata, è uno dei due ingressi ipogei al teatro. L’altro, più tradizionale, è costituito da una porta che immette in un corridoio di accesso ad una seconda scala.
L’edificio municipale è collegato al parcheggio sia tramite semplici porte, sia tramite una corte ipogea, tagliata all’interno dell’edificio stesso e costituita da un giardino piantumato. Esso, oltre che fungere da pozzo di luce e da ventilazione naturale del parcheggio, crea un legame suggestivo tra quest’ultimo ed il palazzo comunale.
La nuova palazzina, sede della polizia locale, invece si raccorda al parcheggio tramite il garage sotterraneo, per le auto del personale di servizio, che è alla stessa quota. La rampa del parcheggio consente l’accesso anche al garage, riservato alle auto dei vigili, e si immette su via Villoresi.
Pur avendo una forma regolare, legata alla funzione tecnica che deve svolgere (posti auto e corselli), l’architettura del parcheggio è molto accurata, in particolare la segnaletica e l’illuminazione che si avvalgono dei colori (rosso, nero, giallo, ecc…) a scopo comunicativo.
La piazza del municipio (piazza De Gasperi)
E’ sicuramente la piazza più grande, ad esclusione di quella “polifunzionale”, per sottolineare il ruolo del palazzo municipale; essa, rispetto alla situazione attuale, viene trasformata in piazza-giardino con l’obbettivo di ridurre la superficie “minerale” a vantaggio del “verde”, valorizzando le piante secolari ivi presenti. A questo scopo vengono realizzate delle grandi aiuole, che segnalano i percorsi pedonali sulla piazza, e che, per alcuni tratti, sono contornate da due grandi panche monolitiche, attrezzate con tubi al neon per segnalare i percorsi. Anche gli alberi secolari di notte sono illuminati grazie a fari, posizionati nelle aiuole, che puntano verso il tronco e la chioma.
La pavimentazione degli spazi liberi, quasi di risulta, non è mortificata da un semplice rivestimento in materiale di formato regolare, ma è costituita da lastre di misura variabile e dalla disposizione irregolare definite da giunti metallici che sottolineano la geometria della piazza. Le lastre sono realizzate in cemento lisciato, tinto con inerti in resina, con la capacità di assorbire lo smog.
Sul bordo meridionale delle aiole si trovano aree per la sosta delle auto dei dipendenti del municipio.
La piazza del teatro
Questa piazza si trova ad est del teatro e corre lungo uno dei suoi lati maggiori. Essa è caratterizzata da un filare di alberi prospicente via Alfieri. Le caratteristiche micro-aiuole “minerali” che circondano i le piante si sviluppano in senso ortogonale rispetto alla via, indirizzando la visione prospettica verso il teatro in modo da sottolineare la nuova volumetria.
La piazza, vero e proprio “parterre” del teatro, è costituita da lastre di pietra grigia con inserite, in maniera casuale, una serie di altre lastre di una diversa sfumatura di grigio (più scura) in cui è integrata l’illuminazione.
La piazza della palazzina dei vigili
Anche la palazzina dei vigili affaccia su una piccola piazza, quasi interamente occupata da una rampa pedonale che porta alla quota di ingresso (piano rialzato) e da un’area per la sosta delle auto intervallata da aiuole che contengono un piccolo filare di alberi, parallelo alla strada.
La pavimentazione della piazza è costituita da lastre di pietra grigia che ne disegnano la superficie.
Teatro e centro culturale
La parte principale dell’intervento è lo spazio polifunzionale a servizio della città. Esso è concepito come un grande contenitore, una scatola, che racchiude una serie di funzioni che possono variare nel tempo a seconda delle esigenze della cittadinanza.
Gran parte della superficie è occupata dalla sala del teatro per 400 posti e dagli spazi di servizio (palco, retro-palco, sotto-palco, torre di manovra, magazzini, ecc…).
L’importante foyer, attiguo alla sala,è collocato in posizione tale da mettere in comunicazione la piazza del teatro con la piazza centrale; accanto ad esso, in posizione angolare, trova posto il bar che si sviluppa su più livelli con un quadruplo affaccio.
La parete di divisione tra la sala ed il foyer è costituita da pannelli speciali mobili (tipo Oddicini) che garantiscono il totale isolamento della sala durante gli spettacoli, ma, una volta spostati e stoccati in opportune sedi attraverso delle guide a soffitto, mettono questa sala in comunicazione diretta con il foyer, dando luogo ad una enorme superficie piana, utile per l’allestimento di esposizioni od eventi, grazie anche al fatto che la pavimentazione della sala teatrale è complanare con quella del foyer e che le sedute della sala si possono spostare e stoccare nei magazzini.
Un volume minimale monolitico in vetro traslucido racchiude (su tre livelli) la zona di manovra. All’interno di questa “torre tecnica” si trovano anche i camerini.
Una serie di corti-giardino ipogee, passanti per tutta l’altezza dell’edificio, creano spazi accattivanti ed accoglienti su cui si affacciano la biblioteca e gli altri locali di questo complesso. Esse svolgono anche “l’effetto camino” e contribuiscono a rendere bioclimatico questo involucro.
Una serie di camini, provvisti di serrande apribili, disposti su tutta la copertura piana dell’edificio favoriscono la ventilazione naturale.
Il tetto è costituito da un tappeto erboso che rende l’edificio particolarmente isolato, agevolando il risparmio energetico.
Sulla sommità della torre di manovra e sui camini, disposti sulla superficie del tetto, sono integrati dei pannelli solari che garantiscono la fornitura di energia elettrica per l’intero complesso.
Il lato ovest dell’edificio dà su un percorso pedonale che collega la piazza centrale al giardino a nord del comprensorio; lungo questo lato trovano posto la maggior parte dei collegamenti verticali e delle uscite di sicurezza della sala teatrale.
Una lunga vetrata a piano terra, interrotta soltanto da un cavedio che delimita un piccolo giardino ipogeo, rende visibili e scenografici questi collegamenti verticali.
Il lato minore, che dà sulla piazza della “cultura”, è caratterizzato invece da un incavo a piano terra che segna l’ingresso al complesso dal questo lato.
A livello superiore si trova invece la sala per matrimoni e cerimonie (con accesso indipendente) in posizione privilegiata in quanto affaccia sulla “piazza della cultura”.
Gli uffici del complesso si trovano su un mezzanino che corre lungo il lato est dell’edificio ed affacciano sul foyer del teatro.
Il bar-caffetteria è ubicato in una posizione strategica in quanto affaccia su tutti e quattro i lati si sviluppa su due livelli (piano terra e primo) facendo da cerniera tra la piazza del teatro e la “piazza della cultura”. Al piano terra il bar si estende sulla piazza del teatro e sul collegamento pedonale tra le due piazze, al primo piano un piccolo terrazzo, con scorcio sulla “piazza della cultura” e vista sul passaggio pedonale, rende questo luogo particolarmente suggestivo.
Sul retro, nella parte nord-ovest dell’edificio trovano posto il retro-palco ed i magazzini, che si sviluppano poi anche nel sottosuolo. Questi ultimi, attrezzati con un grande montacarichi, sono connessi ad un’area di carico e scarico per i TIR, che prospetta la piazza del teatro.
Alle spalle del foyer della biglietteria e del guardaroba, trova posto una biblioteca-mediateca con ingresso dalla piazza del teatro. Essa si sviluppa su tre livelli (piano terra, primo piano e piano interrato) e circonda una corte ipogea piantumata. Al piano interrato si trova anche il relativo deposito dei libri, mentre al primo piano ci sono gli uffici.
Al centro dell’edificio, al secondo piano fuori terra, si staglia la grande volumetria che ospita ad ovest la torre scenica del teatro ed ad est i camerini degli artisti.
Il piano interrato ospita, oltre agli spazi di cui si è già detto, anche un magazzino a disposizione del foyer quando questo viene utilizzato, con o senza la sala del teatro, come spazio espositivo temporaneo.
Nel sottosuolo si trovano anche la sala prove del corpo bandistico e la sala prove per gli strumentisti; entrambe sono ben insonorizzate e godono di un’ottima acustica, come la sala del teatro.
A questo livello, attorno ad una serie di corti ipogee “vegetali”, che rendono questi spazi particolarmente scenografici, pur trovandosi nel sottosuolo, si sviluppano una serie di sale (saletta riunioni per 50-70 posti, saletta corsi, salette per associazioni, laboratorio di pittura, di ceramica, ecc…).
Infine l’interrato ospita, nella sua parte sud-ovest, un enorme locale tecnico a servizio di tutti gli edifici oggetto del progetto.
Le facciate del nuovo edificio del teatro e centro culturale sono prevalentemente opache e caratterizzate da un rivestimento esterno in grigliato metallico brunito che ne sottolinea l’ aspetto tecnologico. Le parti trasparenti in vetro sono di vario tipo: si alternano il vetro trasparente, quello translucido, quello opaco a seconda della necessità di illuminare e proteggere la vista dell’interno o invece di permettere la vista sia all’interno che verso l’esterno.
Il Municipio
Il progetto prevede il mantenimento della struttura portante dell’edificio (pilastri e solette), della scala, dell’ascensore e delle pareti perimetrali e la realizzazione di una nuova volumetria aggettante al primo piano del fabbricato, al di sopra della zona di ingresso, per aumentare la superficie altrimenti insufficiente rispetto alle nuove esigenze.
Il nuovo municipio è interamente rivestito in pannelli plastici traslucidi di policarbonato estruso (tipo “Polyù”) che danno una nuova “veste” all’edificio e grazie ai giochi di trasparenze lo rendono leggero e luminoso a costi decisamente contenuti. Il messaggio che si vuole trasmettere è proprio quello di “trasparenza” ed apertura al pubblico. Tutte le finestre sono interamente riprogettate in funzione delle nuove esigenze funzionali e sono generalmente costituite da grandi vetrate. In particolare la sala Consiliare e la sala della Giunta, che si trovano al primo piano, sono caratterizzate dalla copertura completamente vetrata e schermata da una serie di pannelli solari. Questi volumi trasparenti sormontano il profilo della copertura segnalando la loro presenza in maniera inequivocabile, attraverso questi parallelepipedi di luce e vetro. Questo fa sì che le due sale in oggetto vengano individuate anche a distanza e di notte.
Al primo piano sono ubicati anche gli uffici degli assessori; essi sono ricavati nella nuova volumetria a sbalzo posta sopra il fronte principale in modo da essere ben visibili, secondo la logica di avvicinare le istituzioni alla cittadinanza.
Il primo piano, che si potrebbe definire “il piano nobile”, quello di rappresentanza, ospita inoltre le sale per i gruppi consiliari di maggioranza e minoranza, una saletta per riunioni da 20 posti, nonché l’ufficio del Sindaco.
A questo piano si accede attraverso un’ampia scalinata già esistente, disimpegnata da un atrio su cui si affaccia anche l’ascensore principale. Essa è posta ad est dell’atrio d’ingresso.
Il piano terra è invece il piano a servizio dei cittadini, dove prevale un’atmosfera familiare per sottolineare il rapporto diretto tra il cittadino e l’Amministrazione comunale. Esso è caratterizzato da un grande atrio che si sviluppa lungo il fronte sud, che è anche quello di accesso all’edificio. Lungo di esso sono disposti tutti quegli uffici che necessitano di un rapporto diretto con il pubblico (ufficio protocollo, ufficio URP, ecc…); a questo scopo è prevista la collocazione di un bancone che corre lungo tutta la sua lunghezza. Una serie di altri uffici, aperti alla cittadinanza, sono situati alle spalle dei precedenti e sono disimpegnati da un corridoio.
Al piano interrato trovano posto una serie di altri uffici, i depositi, gli archivi e delle salette-riunione che si affacciano su una corte ipogea piantumata. Essa crea un vuoto lungo tutta l’altezza dell’edificio ed è in diretta comunicazione con il parcheggio posto al di sotto della piazza centrale. Oltre ad avere un carattere scenografico tale corte ipogea è anche un pozzo di illuminazione e ventilazione naturale del parcheggio.
Una serie di porte e corridoi mette in comunicazione il municipio con l’adiacente parcheggio sotterraneo.
La copertura piana del Municipio è un “prato erboso” che attraverso la riduzione delle dispersioni termiche invernali e degli apporti di calore in estate contribuisce al risparmio energetico.
Una corona rivestita in rame circonda la quota di copertura e nasconde un presistente elemento in cemento armato che correva lungo il perimetro del tetto.
Le facciate dell’edificio hanno tre gradi di trasparenza: l’opaco, che nasconde i muri ciechi, il semitrasparente per le zone riservate che necessitano luce, il trasparente delle finestre dove è importante anche la vista interno-esterno.
La palazzina della Polizia locale
La precedente volumetria è interamente conservata, ad eccezione dei balconi e di alcune parti aggettanti. In questo modo la palazzina appare ben definita da muri e falde del tetto che ne semplificano la volumetria.
Tutte le bucature esterne sono ripensate interamente. L’edificio è infatti caratterizzato da una serie di piccole finestre rettangolari (alcune sono fisse, altre sono apribili) disposte in verticale ed in orizzontale , secondo un disegno apparentemente casuale, su tutto l’involucro dell’edificio. L’obbiettivo è quello di creare degli spazi interni estremamente luminosi e dare un’immagine esterna di un’architettura ermetica.
La superficie dell’edificio all’esterno è finita a cemento lisciato di colore grigio idrorepellente.
Al suo interno, la scala esistente separa la zona dedicata al “sociale ed alla pubblica istruzione” (posta a nord), da quella riservata alla Polizia locale (che si trova a sud).
Al piano terra si trovano quegli uffici che necessitano un rapporto diretto con il pubblico, mentre al primo piano sono posti gli quelli con funzione operativa.
Al piano terra, lungo il lato sud, della palazzina è posto anche l’appartamento del custode dotato di un proprio box per l’auto.
Il piano interrato, che comunica direttamente con il parcheggio, è occupato interamente dal garage dove sostano le auto di servizio della polizia locale, da un magazzino e dagli spogliatoi della Polizia.
La copertura a falde, recuperata dal precedente edificio, è corredata da una serie di pannelli solari che garantiscono la fornitura di acqua calda e di elettricità di questa palazzina.
Il portale delle costruzioni in acciaio in Italia
format slide Como DNA
Workshop cantiere Klimahaus
Workshop cantiere Comune Antico 36
Visita cantiere Comune Antico
Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nostrud exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum dolore eu fugiat.
Muro di confine in Via Ugolini a Milano
Realizzazione nuovo muro di confine in Via Ugolini a Milano
Si tratta della realizzazione di un nuovo muro di confine a perimetrazione di un’attività industriale per il tratto lungo una linea ferroviaria.
Si è provveduto a sostituire il vecchio muro di circa tre metri di altezza con uno nuovo in prefabbricati di c.a. per un altezza di oltre 5,5 metri.
Studio medico in Corso Vercelli
Realizzazione studio medico in Corso Vercelli
Il progetto ha interessato la ristrutturazione di un vecchio ufficio, posto sopra il cinema San Carlo, trasformato in studio medico.
Si è deciso di mantenere lo schema esistente, privilegiando lo studio delle finiture e degli arredi, il cui fulcro è il bancone della reception, con l’obbiettivo di rendere accoglienti tutti gli spazi.
Molta attenzione è stata data alla scelta dell’illuminazione che doveva essere efficace, come quella delle sale operatorie, ma al contempo gradevole per i pazienti dello studio.
Ristrutturazione bar a Lugano (Svizzera)
Ristrutturazione bar a Lugano (Svizzera)
Si tratta della completa ristrutturazione di un locale, destinato a wine-bar, posto nel centro storico di Lugano.
L'obbiettivo è stato quello di realizzare un ambiente piccolo e moderno, di ispirazione giapponese, infatti vi si servono, oltre ai vini italiani anche birre artigianali e bevande giapponesi, inoltre il cibo di accompagnamento è un mix di cucina italiana e nipponica.
L’uso del legno e di colori caldi contraddistingue questo piccolo spazio.